
Il senso profondo del rimando di icona di fede, interpretato come una rivisitazione di un San Sebastiano, dove il martirio é invocazione d'aiuto e il sommo dell'uomo si scorda. Preghiera e simbiosi col padre, la morte e l'uomo nudo. Pop e storia iconica di una millenaria magia che fa uomo il dio e dio un uomo, povero e misero ma modello di vita. Beatrice recupera l'aspetto finale della sofferenza terrena dell'uomo e lo pone come icona sofferente della mancanza di amore tra uomini e il sangue come via di redenzione scrive una strada nel cuore. Si esalta la figura nel lettino di morte e il contorno accecante del corpo esausto, rende le parole figlie dell'invocata serenità, e come pietre miliari del tempo ci riconducono al racconto; così come Beatrice che racconta di un dio il mito dell'uomo.
(Giovanni Nappa)
(Giovanni Nappa)
critico d'arte-Napoli
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